La UILCOM si preoccupa della situazione di Wind
Per la UILCOM le dichiarazioni di Wind sulle ricadute occupazionali a seguito del taglio del costo delle ricariche sono inquietanti. Nei giorni scorsi il Ministro Bersani ha “sconsigliato guerre.” La Uilcom ha raccolto l’invito, ma avverte che, se le dichiarazioni di Wind, su probabili tagli occupazionali apparsi sulla stampa nei giorni scorsi trovassero conferma, lo scontro sociale che ne deriverebbe coinvolgerebbe il Governo e il Ministero competente. Per la Uilcom, il Governo si assumerebbe la responsabilità politica e morale nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie per la leggerezza di un “provvedimento populista” senza aver fatto un serio approfondimento del settore TLC, dei significativi livelli di liberalizzazione, della compatibilità sociale delle tariffe e dei prezzi tra i più competitivi dell’Europa. Sarebbe stato opportuno per la Uilcom, quando si tagliano nettamente circa 2 miliardi di euro ad un settore ancora in fase di strart-up, ascoltare anche le parti sindacali per verificarne la compatibilità sul piano occupazionale.
IL SEGRETARIO NAZIONALE
(Giorgio Serao)
Roma, 15 marzo 2007
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Vista la situazione particolare abbiamo deciso di dar voce a 360°, anche con temi che hanno prettamente del politico, come quelli sollevati qui sopra dal Segretario Nazionale del sindacato UILCOM.
Personalmente però, da “appassionati (e non addetti) ai lavori”, rimaniamo un po’ perplessi di fronte alle parole di Serao. Intanto il settore della telefonia mobile in Italia non ci appare affatto in start-up: è attivo da più di una dozzina d’anni ed è probabilmente uno dei più “sani” e coi maggiori guadagni nell’intero panorama economico italiano. I prezzi poi sono senza dubbio sul livello medio della UE, forse leggermente più bassi (ma pieni zeppi di asterischi e limitazioni varie che li rendono alla fine non così convenienti come potrebbero apparire).
Ma il passaggio che ci lascia più basiti è proprio quello sui possibili tagli occupazionali. Fa benissimo il sindacato a preoccuparsi di questo aspetto, del resto è il suo mestiere, ma desideriamo far notare al signor Serao che Wind ha già in atto, da tempo, esternalizzazioni e conseguenti tagli al personale, ben prima del decreto Bersani. Ne è testimone il già citato blog noesternalizzazione.blogspot.com.
Abbiamo come l’impressione che si stia giocando al tipico gioco italiano dello scaricabarile… il tutto sulla pelle delle famiglie che hanno perso, o perderanno il loro posto lavoro. Amara constatazione sempre più frequente nel nostro (minuscolo) paese.