Incredibili (e allucinanti) notizie in arrivo?
Incredibili e a dir poco pessime, c’è poco da girarci in giro stavolta.
Al punto che man mano che le voci che ci arrivavano si sovrapponevano, oggi, facevamo fatica a crederci anche noi.
Premesso che ad oggi non c’è nulla di ufficiale (mentre Tim, Voda e Tre hanno già ufficializzato la loro posizione), quindi qualsiasi voce va presa nel modo più assoluto con le pinze (e sopratutto è necessario aspettare qualche giorno per conferme o, ci auguriamo, smentite), stiamo ovviamente parlando dell’abolizione dei costi di ricarica imposta dal decreto Bersani, e al modo in cui Wind ha deciso di interpretare la legge e quanto in essa scritto. E non per ultimo il modo in cui ha deciso, al contrario dei competitors, di chiedere immediatamente qualcosa in cambio ai clienti, per questi mancati introiti.
Cominciamo dal decreto stesso, riportando qui il testo:
Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e liberta’ di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonche’ di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, e’ vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonche’ la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme e’ nulla ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Ci fermiamo qui, perchè per il momento il resto non ci interessa. Abbiamo evidenziato alcuni passaggi chiave del testo, che crediamo non richiedano spiegazioni.
Come tutti sappiamo le leggi si possono anche interpretare in modi diversi, non necessariamente in modo univoco, se poi l’interpretazione può portare a trovare qualche gabola… In particolare vi chiediamo di porre attenzione alla frase “adeguano la propria offerta commerciale”, perchè per noi è qui che Wind ha deciso di interpretare in modo diverso il testo, rispetto a Tim, Vodafone e Tre.
Mentre queste tre aziende hanno letto nel decreto legge un obbligo di togliere del tutto i costi di ricarica (cosa effettivamente scritta nel primo pezzo evidenziato), cercando in questo modo un consenso immediato cavalcando l’onda popolare, in pratica accontentando tutti i clienti indistintamente senza toccare una virgola della loro offerta commerciale (a parte il caso isolato e secondario riguardante Tre, vedi news dal sito Mondo3) e ripromettendosi in un secondo tempo di mettere mano all’offerta commerciale (cosa che probabilmente succederà per alcuni competitor già a partire dalle prossime offerte), Wind farà esattamente il contrario: prima cercherà di non perdere un cent di introito, e poi forse si occuperà di mantenere i clienti.
Fatta questa lunghissima premessa, vi starete chiedendo tutti cosa sembra stia per succedere.
Semplice, per i vecchi clienti, per chi ha attivato una sim prima del 4 marzo, non cambierà nulla. E per nulla, intendiamo proprio nulla di nulla, lo zero assoluto. Non saranno modificate tariffe, e non saranno tolti i costi di ricarica da tutte le ricariche. Quindi i vecchi clienti CONTINUERANNO a pagare i costi di ricarica sulle ricariche da 10 e 25. Solo su queste, perchè le ricariche da 4 Euro saranno tolte dalla circolazione, come già ampiamente pronosticato nel nostro e in molti altri forum tematici. Inoltre le ricariche da 50 Euro dovrebbero continuare a restare pure e linde, senza costi di ricarica. Già su questa scelta ci sarebbe da discutere parecchio, così come sull’interpretazione che può essere data al testo del decreto, visto che lì si parla di divieto senza porre particolari condizioni o scappatoie.
E allora le novità dove stanno?
E’ presto detto: le novità saranno nuovi piani tariffari disponibili dal 5 marzo solo per i nuovi clienti, per chi attiverà una sim dopo quella data, o per chi deciderà del tutto autonomamente di cambiare, per fortuna gratuitamente, piano tariffario da uno di quelli vecchi ad uno di quelli nuovi (i vecchi piani dal 5 marzo non saranno più sottoscrivibili e quindi non più attivabili una volta cambiato piano).
Queste nuove tariffe saranno prive di costi di ricarica su tutti i tagli e per tutte le modalità, ma con un piccolo difetto: saranno tutte più care all’incirca del 20%. Fatevi i conti su quello che può significare, e come si modificheranno le tariffe esistenti, premesso che ancora non sappiamo dirvi con esattezza quali componenti tariffarie saranno soggette ad aumento (solo tariffa nominale o anche scatti alla risposta, sms, mms etc) e quali ne resteranno esenti. Cercheremo di essere precisi i prossimi giorni, premesso che nel nostro forum c’è già stata qualche indiscrezione che cercheremo di confermare o smentire quanto prima.
Inoltre a rincarare la dose è la notizia, anch’essa da confermare, che anche le opzioni potrebbero essere modificate, con un aumento del costo di mantenimento per chi dovesse scegliere uno dei nuovi piani tariffari. Non sappiamo davvero nulla di più, ma già ci immaginiamo il grandissimo macello tariffario che si sta per aprire, visto che non si capisce bene se Wind ha intenzione di modificare radicalmente l’offerta in atto in un colpo solo, o che cos’altro.
Non per nulla stasera, durante una pausa del festival di Sanremo, davanti a milioni di spettatori, è stata pubblicizzata una tariffa (la Wind 5 e relativa promozione) che tra qualche giorno potrebbe non esistere più così come è oggi. Un bel macello, non c’è che dire…
Una considerazione ci sentiamo di farla. Al di là, come dicevamo, dell’interpretazione della legge, per cui “adeguare la propria offerta commerciale” per Wind significa farne uscire una del tutto nuova da sottoscrivere in alternativa a quella vecchia, mentre per altri significa modificare quella esistente in modo indistinto per tutti, ci chiediamo se Wind sia più furba di tutti ed abbia trovato la scappatoia più comoda, o se i competitors siano un po’ ingenui e stupidotti o ancora se abbiano solo scelto la via della trasparenza, per cercare di cogliere la palla al balzo e dare una migliore immagine di convenienza ai propri clienti (che forse per alcuni competitors era effettivamente carente).
Certo che così l’immagine di trasparenza ed economicità di Wind va a farsi benedire in un colpo solo, e proprio nel momento più cruciale in cui era forse necessario dare una buona immagine di sè. Cercheremo di capire, da clienti e fruitori del servizio quali siamo, nei prossimi mesi cosa resterà a Wind tra un ottimo servizio, una rete eccellente, un UMTS all’avanguardia, una immagine aziendale accattivante…
Sarebbe troppo facile trarre conclusioni affrettate, dettate da queste notizie del tutto ufficiose. Vedremo se ora Wind farà da comoda apripista per i competitor, o se gli altri decideranno di lasciarla sola in queste decisioni. In ogni caso è la modalità scelta, così stravagante e di forte impatto ma così masochista e sbagliata, a lasciarci del tutto perplessi, oltre alla cinica curiosità di vedere se effettivamente questa scelta sarà considerata legale dalle autorità preposte, o se sarà considerata difforme ai sensi del Codice Civile.