Novità legislative nel mondo delle TLC

Il grande argomento di attualità di questo periodo è l’abolizione dei costi di ricarica.
Costi che molti dei navigatori di questo sito hanno già abolito autonomamente e grazie a scelte consapevoli da anni, giusto per inquadrare la situazione. Ma considerato che ora, grazie ad un Decreto Legislativo, questi costi saranno probabilmente aboliti per tutti, è lecito aspettarsi delle contromosse da parte dei gestori stessi che dovranno riorganizzarsi entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

A questo indirizzo è possibile scaricare un comunicato stampa dello stesso ministero, che spiega in modo saliente tutte le novità.
Ci limitiamo a sottolineare qui quelle che ci riguardano direttamente.

“Il pacchetto di misure (alcune delle quali saranno introdotte con decreto legge, altre con disegno di legge) è anche il frutto delle numerosissime segnalazioni di singoli cittadini e associazioni giunti al ministero dello Sviluppo economico e al governo dopo il provvedimento di quest’estate a tutela del cittadino consumatore.
Le norme seguono l’orientamento comunitario e tengono conto delle segnalazioni e dei risultati cui sono giunte molte indagini conoscitive dell’Antitrust in materia di eliminazione degli ostacoli alla concorrenza.”

TELEFONIA MOBILE (decreto legge)

LA TRASPARENZA E’ D’OBBLIGO:
IL COSTO DELLA RICARICA DEVE CORRISPONDERE AL TRAFFICO
TELEFONICO ACQUISTATO

  • Per la ricarica dei cellulari si paga quello che si consuma: stop ai costi fissi e ai contributi per la ricarica di carte prepagate (anche via bancomat o in forma telematica) aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto.
  • Il credito telefonico delle carte prepagate non può più avere una scadenza (oggi è generalmente pari a 12 mesi)

Il governo in questo modo risponde alla petizione dei consumatori alla Commissione Ue, che ha ormai superato le 810mila firme.

  • Le offerte tariffarie dei differenti operatori della telefonia mobile devono evidenziare tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico per consentire ai consumatori un adeguato confronto.
  • Gli operatori telefonici dovranno adeguare sia le loro offerte commerciali, sia i contratti già stipulati entro i 30 giorni.

TELEFONIA, INTERNET E TV (decreto legge)
LIBERTA’ DI RECEDERE DAL CONTRATTO

  • Salta l’obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese non giustificate da costi dell’operatore (alcuni operatori oggi impongono la fornitura del servizio per 12 mesi). Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni.
  • Spetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il compito di stabilire le modalità attuative di queste nuove disposizioni e di applicare le sanzioni in caso di inosservanza.

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Alcuni commenti sono d’obbligo.
Infatti, mentre tutti gioiscono giustamente, ed appare giustificabile cantare finalmente vittoria per l’abolizione di questi costi aggiuntivi, nessuno sembra interessarsi al fatto che i contratti postpagati, in Italia, avendo ancora a carico la TCG, sono in questo momento destinati a morte sicura.
Così l’anomalia tutta Italiana (quella vera), per cui la maggior parte della clientela usa carte prepagate (più del 90%), è destinata ad aumentare, anzichè attenuarsi.
Questo potrebbe significare due cose: o che le aziende di telefonia cercheranno di rendere più appetibili i contratti postpagati (facendo offerte migliori per compensare la presenza della TCG), oppure renderanno meno appetibili i contratti prepagati (alzando i prezzi di questi ultimi). La prima ipotesi ci piace abbastanza, la seconda nemmeno un po’.
L’alternativa è lasciare tutto così, e quindi veder sparire i contratti postpagati di telefonia mobile in tempi brevi.
Ultimo caso: il Governo potrebbe rendersi conto dello squilibrio che si è creato e togliere la tassa che, non si sa per quale ragione, grava solo sui postpagati, e in questo modo spazzare via qualunque brutta ipotesi.

Ancora più indefinibile appare lo scenario che si apre, in seguito ad una presunta (dato che per ora non si conosce con esattezza il testo del Decreto) abolizione dei costi fissi. Se per costi fissi si intendono davvero TUTTI i possibili costi fissi mensili che un gestore può far pagare ai suoi clienti in cambio di opzioni o promozioni, significa che quasi tutte le opzioni Wind che prevedono un costo fisso mensile in cambio di un boundle di minuti/messaggi/kbyte di traffico sarebbero destinate a morire in tempi brevi. Non credo che questa ipotesi piaccia a nessuno dei nostri lettori… Auspichiamo quindi una regolamentazione più accorta e non così sommaria come quella ipotizzata.

Infine siamo abbastanza incuriositi dagli scenari che potrebbe portare la non-scadenza del credito telefonico, fermo restando che si tratta comunque di una buona norma, che va incontro soprattutto ai distratti incalliti, o ai possessori di decine di sim, che non dovranno più preoccuparsi di mantenerle in vita.
Considerato l’attuale tasso di offerte create esclusivamente per far attivare nuove sim, e considerando che quelle vecchie sarebbero destinate a non scadere, non dovremmo stupirci se tra 20 anni dovessero risultare centinaia di milioni di clienti di telefonia mobile in Italia…

Infine vengono aboliti i contratti dalla durata minima di un certo numero di mesi, e anche questa è una novità che dovrebbe interessare molti clienti postpagati di telefonia monile, fissa ed internet.

Insomma, una sferzata di novità che cambia molte delle carte in gioco.
Saremo lieti di riportare qui le novità che Wind ci riserverà in seguito a questo Decreto.
Sperando che siano tutto sommato tante carote, e pochi bastoni…

Ci scusiamo, ma al momento i commenti non sono previsti.